Riceviamo dallo sportello linguistico della minoranza tedesca della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale e volentieri pubblichiamo:
VAL CANALE E VAL RESIA: MUSICA POPOLARE E RELIGIOSA
Domenica 27 febbraio 2011 alle ore 18.00 presso il Palazzo Veneziano di Malborghetto, sede del Museo Etnografico di proprietà della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, verrà presentato al pubblico il cd dal titolo “NAŠE PIбSME-NAŠE WЇŽE” che raccoglie una serie di canti popolari e religiosi della Val Canale e della Val Resia.
Al progetto prodotto dalla Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale e realizzato dall’ Associazione Culturale “L’Età dell’Acquario”, hanno partecipato: il “CORO MONTE CANIN”, il coro femminile “ROŽE MAYAVE”, il gruppo folkloristico “VAL RESIA”, l’”OTTETTO LUSSARI”, la “CORALE MANGART”, il “CORO PARROCHIALE DI UGOVIZZA”, le voci della scuola primaria di Camporosso ed il “PICCOLO CORO MONTE CANIN”. La realizzazione di questa singolare raccolta è stata resa possibile grazie ai finanziamenti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. L.R. 26/2007 “Norme regionali per la tutela della minoranza linguistica slovena” .
La popolazione è invitata a partecipare numerosa a questo incontro con la musica tradizionale e con i cori che con grande impegno continuano ancor oggi a tramandarla.
giovedì 3 febbraio 2011
martedì 4 gennaio 2011
STELLA D'ARGENTO
L’Associazione ViviStolvizza ha consegnato lo scorso 27 dicembre il premio “Stella d’argento della Val Resia” presso la sala consiliare del Municipio a Prato di Resia. Per l’anno 2010, l’Associazione ha ritenuto di premiare il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Udine, Professoressa Cristiana Compagno di Rigolato (UD), per l’interesse ai temi che riguardano lo sviluppo sostenibile delle aree montane. Oltre al Magnifico Rettore, si è ritenuto di premiare anche la maestra Dorina Di Lenardo di Resia che ha lavorato per anni presso le locali scuole promuovendo tra i bambini ed i ragazzi la ricchezza della tradizione popolare resiana, tramandando ai più giovani molte favole resiane. Alla cerimonia di premiazione, presentata da Iside di Lenardo, hanno partecipato il Presidente dell’Associazione ViviStolvizza, Giancarlo Quaglia, il Segretario Giuliano Fiorini, il Sindaco del Comune di Resia, Sergio Chinese, il direttore dell’ente Parco delle Prealpi Giulie, dott. Stefano Santi ed alcuni studenti dell’Università di Udine. Alla cerimonia è seguito un allegro convivio presso l’Albergo Ristorante “Alle Alpi”.
Fotografie: Archivio fotografico UN FUTURO PER RESIA
S.O.S. SCUOLE

Nelle ultime settimane, si parla sempre più insistentemente della chiusura delle scuole medie di Resia. Negli ultimi anni il numero degli iscritti è calato costantemente, pertanto, viste le nuove norme sulla scuola, pare che tale possibilità sia sempre più vicina, ma comunque si parla del 2012 come data fatidica per la chiusura del plesso.
Considerando i numeri pare che anche la scuola dell’infanzia e la scuola primaria abbiano ormai i giorni contati. Non sono buone notizie per la nostra comunità! Senza le scuole Resia sarà più vuota e quante giovani famiglie saranno costrette a spostarsi e preferire Comuni maggiormente serviti e con scuole funzionanti? Sicuramente molte. Dobbiamo assolutamente evitare che le scuole vengano chiuse anche considerando che al loro interno ci lavorano molte persone e che è attivo anche il servizio mensa che serve i pasti agli alunni ma anche agli anziani della valle. Si rende necessario fare quanto possibile per mantenere il plesso scolastico attivo a Resia magari chiedendo delle deroghe all’Ufficio scolastico regionale facendo leva sulla nostra specificità linguistica e culturale tanto sbandierata negli ultimi tempi ma che, senza bambini e ragazzi, andrà perduta molto presto.
Quello delle scuole è un problema molto serio ed andrà risolto per evitare un definitivo spopolamento della valle.
Michele Di Floriano
UN FUTURO PER RESIA
L'ACQUA E' DI TUTTI!
Spesso sentiamo parlare di privatizzazione dell’acqua e del rischio che corriamo, quello cioè di rischiare di perdere questo bene così prezioso e fondamentale per la vita di tutti. I cittadini devono essere coscienti dell’importanza delle campagne di informazione che vengono portate avanti da tanti volontari in questi ultimi mesi.
Le ultime leggi in materia di gestione del servizio idrico segnano una decisa affermazione della concezione privatistica che considera l’acqua non più un bene comune, appartenente a tutti e privo di rilevanza economica, ma un bisogno ed in quanto tale da affidare alle rigide regole del mercato. L’acqua diventa un prodotto da vendere e da comprare.
Questo significa che l’acqua diverrà sempre più un bene a pagamento ed anche le zone di montagna, ricche di acqua, saranno costrette a sottostare a nuove leggi di mercato che decideranno il prezzo di questo vitale bene comune. Ce ne siamo già accorti la scorsa estate e nei giorni scorsi con l’arrivo delle bollette … Ma noi cittadini, concretamente, cosa possiamo fare? Possiamo, anzi dobbiamo, far sentire la nostra voce ed esprimere la nostra contrarietà!
Sono state intraprese molte iniziative utili a sensibilizzare la nostra Regione che potrebbe modificare la legge regionale n. 13 del 23 giugno 2005 restituendo ai Comuni la gestione diretta dell’acqua. Già la Provincia Autonoma di Bolzano si è mossa con successo in questa direzione. Il Comitato “Aghe di Mont”, che raggruppa vari comitati dell’Alto Friuli, ha dato il via ad una campagna di sensibilizzazione che prevede la possibilità di inviare una lettera al Presidente della Regione nella quale si chiede di intervenire al più presto riconoscendo l’acqua quale bene comune non mercificabile.
In molti locali pubblici di Resia c’è la possibilità di reperire il fac – simile della lettera da sottoscrivere, firmare e spedire alla Regione. Sicuramente, se molti cittadini si faranno sentire, la Giunta Regionale dovrà prendere in seria considerazione questa richiesta.
Maurizio Di Lenardo
UN FUTURO PER RESIA
P.S. Mentre scrivo a Prato e località limitrofe manca l'acqua per il 4° giorno consecutivo, il tutto a causa di un guasto ancora non identificato, .... Buon anno nuovo!
Le ultime leggi in materia di gestione del servizio idrico segnano una decisa affermazione della concezione privatistica che considera l’acqua non più un bene comune, appartenente a tutti e privo di rilevanza economica, ma un bisogno ed in quanto tale da affidare alle rigide regole del mercato. L’acqua diventa un prodotto da vendere e da comprare.
Questo significa che l’acqua diverrà sempre più un bene a pagamento ed anche le zone di montagna, ricche di acqua, saranno costrette a sottostare a nuove leggi di mercato che decideranno il prezzo di questo vitale bene comune. Ce ne siamo già accorti la scorsa estate e nei giorni scorsi con l’arrivo delle bollette … Ma noi cittadini, concretamente, cosa possiamo fare? Possiamo, anzi dobbiamo, far sentire la nostra voce ed esprimere la nostra contrarietà!
Sono state intraprese molte iniziative utili a sensibilizzare la nostra Regione che potrebbe modificare la legge regionale n. 13 del 23 giugno 2005 restituendo ai Comuni la gestione diretta dell’acqua. Già la Provincia Autonoma di Bolzano si è mossa con successo in questa direzione. Il Comitato “Aghe di Mont”, che raggruppa vari comitati dell’Alto Friuli, ha dato il via ad una campagna di sensibilizzazione che prevede la possibilità di inviare una lettera al Presidente della Regione nella quale si chiede di intervenire al più presto riconoscendo l’acqua quale bene comune non mercificabile.
In molti locali pubblici di Resia c’è la possibilità di reperire il fac – simile della lettera da sottoscrivere, firmare e spedire alla Regione. Sicuramente, se molti cittadini si faranno sentire, la Giunta Regionale dovrà prendere in seria considerazione questa richiesta.
Maurizio Di Lenardo
UN FUTURO PER RESIA
P.S. Mentre scrivo a Prato e località limitrofe manca l'acqua per il 4° giorno consecutivo, il tutto a causa di un guasto ancora non identificato, .... Buon anno nuovo!
mercoledì 20 ottobre 2010
ACQUA BENE COMUNE: FACCIAMO QUALCOSA!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Comunicato stampa Movimento “Aghe di Mont”
Nel corso dell’estate ha trovato ampio rilievo sulla stampa locale e non solo, il disappunto e la protesta nata in seguito all’arrivo delle esose bollette dell’acqua nelle case delle famiglie dei Comuni dell’Alto Friuli, bollette emesse dalla Società Carniacque S.p.a che gestisce il servizio idrico in tale territorio.
In quasi tutti i Comuni dell’Alto Friuli, cittadini singoli o gruppi di cittadini che si sono costituiti anche in Comitati, si sono resi conto che gli ultimi provvedimenti legislativi in materia di gestione del servizio idrico segnano una decisa affermazione della concezione liberistica e privatistica che considera l’acqua non più un bene comune privo di rilevanza economica, non più un diritto di tutti gli esseri umani ma un bisogno e come tale da affidare alle regole del mercato, nei confronti delle quali la montagna è oggettivamente perdente.
Tale concezione insieme al forte interesse delle grandi società per un business sicuro e senza rischi quale è il servizio idrico porteranno inevitabilmente, prima o poi, Carniacque Società per Azioni che oggi gestisce il servizio nei nostri comuni, e quindi anche gli stessi Comuni azionisti, nell’oceano aperto del mercato contribuendo a smantellare ulteriormente un altro pezzo della nostra montagna ed a disincentivare i residenti a rimanervi con esose bollette del servizio idrico.
Chi vive ancora in montagna sa forse meglio di altri che ci sono cose che non possono essere vendute per il semplice fatto che non hanno un prezzo visto il loro valore inestimabile, e l’acqua è una delle prime.
Da queste premesse la nascita di un movimento chiamato “Aghe di Mont” nel quale si identificano numerosi rappresentanti delle diverse Comunità e Comitati locali, da Socchieve a Resia, da Paluzza ad Ovaro, da Cercivento a Paularo, a Forni di Sotto; i cittadini della montagna chiedono di essere ascoltati dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, affinché la gestione del servizio idrico ritorni ai Comuni montani.
La protesta-proposta è contenuta in una lettera che verrà spedita direttamente al Presidente della nostra regione da parte di tutte le persone e le famiglie dei Comuni dell’Alto Friuli che vogliono far sentire la loro voce; le stesse famiglie si stanno unendo per la difesa e la tutela dell’acqua come bene primario e comune e per l’assunzione della responsabilità della sua gestione diretta partecipata e parsimoniosa, anche per mantenere e consolidare i valori tramandati da millenni, che rappresentano le fondamenta del loro vivere in montagna da cittadini liberi e responsabili.
Chi desidera ricevere il fac – simile della lettera da inviare al Presidente della Regione per sostenere le finalità del Movimento “Aghe di Mont” può contattare i suoi rappresentanti al seguente indirizzo e.mail: aghedimont@tiscali.it
Più lettere saranno inviate maggiore sarà il peso di questa iniziativa!
Su valori così importanti come quello dell’acqua è giusto che le persone possano esprimere la loro opinione e farsi parte attiva per scelte così importanti per il loro futuro.
L'immagine è tratta dal web
Movimento Aghe Di Mont
mercoledì 29 settembre 2010
IL PD SI INTERESSA ALLA "QUESTIONE RESIANA"

In seguito all'incontro tra autorevoli esponenti del Partito democratico, la minoranza consigliare ed alcuni cittadini di Resia tenutosi agli inizi del mese di settembre, l'onorevole Ivano Strizzolo, giovedì 16 settembre, ha presentato un'interrogazione parlamentare a risposta scritta, co-firmata dagli onorevoli Alessandro Maran ed Ettore Rosato del Partito Democratico ed indirizzata alla presidenza del Consiglio dei ministri ed al Ministero dell'Interno.
Nell'interrogazione i parlamentari del Friuli Venezia Giulia premettendo che «con il decreto del Presidente della Repubblica 12 settembre 2007 il comune di Resia è stato inserito nell'elenco dei territori di insediamento della minoranza slovena», in base alle procedure previste dalla legge n. 482/1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche e dalla legge n. 38/2001 che contiene norme per la tutela della minoranza linguistica slovena nella regione Friuli Venezia Giulia», sostengono che «di conseguenza, vanno applicate al comune le disposizioni delle due leggi sopracitate, mentre ai cittadini del comune vanno garantiti i diritti individuali in esse previsti. Per adempiere alle disposizioni di legge – ricordano i tre parlamentari – il comune ha usufruito dei contributi previsti per le singole attività».
«Dopo l'approvazione della legge regionale 26/2007 sulla tutela della minoranza linguistica slovena – si legge ancora nell'interrogazione –, ma in particolare negli ultimi mesi sono in corso nel comune vivaci polemiche rispetto alla presenza della minoranza linguistica slovena e alla specificità linguistica resiana; tali polemiche hanno assunto toni molto accesi e aggressivi in occasione del rilascio della prima carta d'identità bilingue italiano - sloveno, richiesta – come previsto dalla legge n. 38 del 2001 – da un cittadino del comune di Resia, che ha subito, in seguito a questa più che legittima richiesta, intimidazioni e gravi minacce personali».
Nell'interrogazione viene affrontata anche l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di Resia che «ha distribuito tra i propri residenti un questionario che conteneva domande riguardanti l'appartenenza etnica, religiosa, linguistica ed altre domande di questo tenore».
Attraverso tale questionario, sostengono i firmatari dell'interrogazione indirizzata al Governo, «anche se dichiarato anonimo, si può facilmente risalire all'identità del singolo cittadino, visto che si sta parlano di una popolazione limitata (1.285 residenti) e le domande di carattere personale sono molto dettagliate e che, pertanto, si tratta di anonimato fittizio; i dati rilevati dal questionario (in particolare, la fede religiosa e l'appartenenza etnica) fanno parte dei cosiddetti dati sensibili di cui all'articolo 22 della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e riguardano, comunque, la sfera privata di ogni individuo, per cui possono essere raccolti eventualmente solo previa autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali».
In base a queste premesse i deputati del Pd chiedono «se il ministro sia stato informato dei fatti rappresentati e del clima di intolleranza che si sta pericolosamente diffondendo nel comune di Resia; se le manifestazioni di protesta svoltesi davanti al municipio di Resia contro il cittadino che ha richiesto la carta d'identità bilingue abbiano formulato oggetto di comunicazione alla Questura; se e come il Ministro intenda agire per quanto di competenza per fare rispettare le leggi di tutela della minoranza linguistica slovena ed in particolare dei diritti individuali dei cittadini, appartenenti a tale minoranza, ristabilendo nel rispetto delle diverse sensibilità linguistiche e culturali presenti sul territorio un clima di convivenza nello spirito europeo, come recentemente auspicato nell'incontro storico a Trieste dai tre Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia».
Molti dei cittadini di Resia non possono che essere contenti di questo interresamento del PD che dimostra come la questione della minoranza linguistica slovena non trovi opinioni univoche tra gli abitanti della Val Resia, come si vuol far credere.
P.S. Il Messaggero Veneto di oggi ospita un articolo dedicato a questa questione a firma di Alessandro Cesare.
La fotografia dell'On Strizzolo è tratta dal web.
Sandro Quaglia
lunedì 27 settembre 2010
BANDIERA VERDE!

Il Comitato spontaneo “No alla centralina idroelettrica Resia_2 Ponte Rop” ha ricevuto sabato 18 settembre, la “Bandiera Verde” di Legambiente!
Uno dei più bei corsi d’acqua del Friuli, uno degli ultimi rimasti ancora allo stato naturale, caro al cuore dei resiani e non solo, festeggia in questo modo lo scampato pericolo di vedere una delle parti più interessanti del suo corso, popolato da specie ittiche tutelate a livello europeo (trota marmorata, temolo, gambero d’acqua dolce, etc.) e classificato come “geosito di interesse regionale”, profondamente compromesso dall’entrata in funzione di una centrale idroelettrica.
Nello scorso inverno, un potente Consorzio Industriale (il COSINT di Tolmezzo) presentò infatti un progetto per la captazione a scopo idroelettrico delle acque del fiume, allettando l’Amministrazione Comunale con la possibilità di ottenere un nuova entrata per il suo magro bilancio. In molti pensarono al peggio: la realizzazione della centrale idroelettrica avrebbe ridotto in secca per gran parte dell’anno uno dei tratti più belli del fiume, a valle del Ponte Rop, frequentato ogni estate da migliaia di persone. Dati gli interessi coinvolti, la battaglia che si prospettava per gli amanti del fiume ricordava quella di Davide contro Golia.
Se il progetto alla fine è stato ritirato e se il Consorzio Industriale ha dovuto ritornare sui suoi passi, è essenzialmente per merito dei cittadini della Valle, ed in particolare di molti giovani, che si sono costituiti in Comitato, hanno organizzato incontri per informare la popolazione, hanno promosso assemblee pubbliche, hanno coinvolto esperti ed associazioni ambientaliste, raccogliendo migliaia di firme in calce ad una petizione che ha spinto anche l’Amministrazione Comunale a cambiare atteggiamento.
Grazie a loro il Resia, per ora, è salvo e si può parlare di nuove iniziative per la valorizzazione del fiume in chiave di turismo sostenibile.
L’azione esemplare del Comitato è stata apprezzata a livello nazionale, tanto da ottenere l’assegnazione della “Bandiera Verde” nell’ambito della campagna “Carovana delle Alpi” promossa da Legambiente. Sabato 18 settembre c’è stata la consegna ufficiale di questo riconoscimento.
E’ stata un’opportunità per ringraziare tutte le persone che hanno partecipato alla raccolta delle firme per l’opposizione alla realizzazione del progetto e all’invio di centinaia e centinaia di cartoline dal titolo “La Val Resia non esiste senza il Resia” alla Regione, proprio per scongiurare il pericolo di vedersi realizzata tale opera.
Sono state ringraziate le numerose realtà che hanno sostenuto e appoggiato l’attività del Comitato, dal Circolo di Legambiente di Tolmezzo all’Associazione A.C.Q.U.A., dal Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento a tutte le Associazioni di Pescatori Sportivi della Regione e di fuori Regione.
Tutti questi soggetti hanno sostenuto infatti che esistono luoghi che non possono essere venduti perché non hanno un prezzo dato il loro valore inestimabile e vanno difesi e tutelati per la loro importanza; uno di questi è sicuramente il torrente Resia.
Il logo di LEGAMBIENTE è tratto dal web.
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